Rischi di rigetto nell’implantologia

Le reazione del sistema immunitario dell’organismo nei confronti di qualcosa che non riconosce, può portare a rischi di rigetto nell’implantologia.

Quali sono i rischi di rigetto nell’implantologia?

Può capitare e anche con frequenza, soprattutto quando vi è l’immissione nel proprio corpo di nuovi tessuti o materiali. Il classico esempio è quando vi è un trapianto di organi. Ma quali sono i rischi di rigetto in caso di implantologia dentale?

Proprio a causa di tale elevato rischio di rigetto vi era molta paura da parte dei pazienti ad affrontare questo tipo di interventi. Inoltre, il paziente era tenuto ad aspettare alcuni mesi prima di poter procedere all’applicazione delle protesi definitive sopra gli impianti.

Il rigetto dei perni degli impianti è un rischio che agli esordi dell’implantologia dentale era molto frequente, ciò perché erano realizzati con metalli non particolarmente puri.

Quali sono le probabilità di rigetto dell’impianto dentistico?

Oggi i rischi di rigetto nell’implantologia sono praticamente pari allo zero. Soprattutto grazie al cambiamento dei metalli in passato usati. Oggi, per la realizzazione degli impianti si usa il titanio, materiale con un’elevata purezza e decontaminazione delle superfici.

Queste caratteristiche conferiscono al titanio un’elevata biocompatibilità e quindi l’organismo non riconosce i perni, che vanno a sostituire l’apparato radicolare del dente, come estranei. Oltre alla biocompatibilità, il titanio assicura osteointegrabilità, ciò vuol dire che l’impianto diventa un’unica cosa con i tessuti circostanti e di conseguenza è difficilmente attaccabile dal tartaro.

Rischi di rigetto nell’implantologia: la perimplantite

Tra i rischi di rigetto nell’implantologia, si deve distinguere il rischio di perimplantite. La perimplantite si manifesta quando tra l’impianto dentale e i tessuti circostanti ci sono dei batteri che formano tasche parodontali e logorano i vari tessuti che possono portare addirittura alla perdita dell’impianto.

Questo problema è generato da due possibili fattori:
1 – una cattiva o assente igiene orale del paziente con formazione di tartaro, tabagismo, trauma da occlusione;
2 – da una contaminazione precedente all’impianto dovuta a scarso rispetto delle norme igieniche da parte del dentista. Ecco perché è bene affidarsi a professionisti seri e qualificati.

In entrambi i casi seppur la reazione è simile a quella del rigetto ed è necessario rimuovere gli impianti dentali, non si può parlare di rigetto in quanto le cause non sono riconducibili a un non riconoscimento da parte dell’organismo, ma a soli errori umani.

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