Rimuovere un impianto dentale

Qual è l’approccio migliore per rimuovere un impianto dentale fallito? Vediamolo nel dettaglio.

Rimuovere un impianto dentale

Rimuovere un impianto dentale guasto è un processo sicuro e facile. Gli impianti stanno diventando sempre più utilizzati in odontoiatria. Sta emergendo però un problema che richiede la loro rimozione. Nonostante questo sia un processo facile, dipende dal caso. Alcuni impianti integrati completamente con l’osso possono causare gravi perdite ossee e traumi.

Facilità di rimozione dell’impianto

Se devi rimuovere un impianto dentale, l’aderenza dipende dalla qualità dell’osso. In genere, gli impianti nella mascella inferiore sono più difficili da rimuovere. A volte però anche quelli della mascella superiore possono essere complicati. Dopo 24 mesi, infatti, l’osso e l’impianto sono ben saldati assieme.

Un’altra considerazione è la larghezza, la lunghezza e la connessione con l’impianto. Gli impianti più lunghi e più larghi sono più complessi perché c’è più legame con l’osso. Se troppo stretto può essere difficile perché la parte superiore dell’impianto può fratturarsi sotto il forte stress durante la rimozione.

Alcuni impianti invece sono vicini a strutture come il nervo inferiore o il seno superiore. È necessaria grande cura per evitare danni ai denti adiacenti e alle strutture sensibili.

Cause del fallimento dell’impianto dentale

Esistono diversi motivi per cui diventa necessario rimuovere un impianto dentale. Esistono due tipi di fallimento che si basano sulla tempistica. Il fallimento precoce avviene nei primi mesi dopo l’operazione. In questi casi non avviene un’adeguata osteo-integrazione e rende molto facile la rimozione. Spesso il motivo è una scarsa capacità di guarigione dovuta ad un’infezione, alla mancanza di stabilità dell’impianto o a dei micro movimenti.

Il fallimento tardivo si verifica dopo un anno dall’operazione. In questo caso è possibile che si stacchi a causa di un’infezione o una forza eccessiva sull’impianto. Ciò avviene per un sovraccarico prematuro o un impianto che viene rigettato in modo spontaneo. Anche in questo caso rimuovere l’impianto è molto semplice.

Altra causa del fallimento tardivo può essere la “perimplantite”, in cui i batteri si sono sviluppati e stanno distruggendo l’osso. Questo è visibile con i raggi x. Si tratta di una preoccupazione crescente tra dentisti e pazienti, in quanto consiste in un’infezione attiva. Questa si manifesta con la presenza di dolore, ascessi e cattivo odore. In molti casi l’impianto deve essere rimosso per prevenire la diffusione del dolore, infezioni e ulteriore perdita ossea.

Metodo di rimozione

È necessario preservare più osso sano possibile quando si deve rimuovere un impianto dentale. I migliori strumenti utilizzati per rimuovere un impianto sarebbero quelli che hanno una forza sufficiente per rimuovere un impianto senza causare danni significativi. È possibile rimuovere un impianto in alcuni casi quasi senza rimozione dell’osso. Questo è l’obiettivo ideale e l’approccio migliore.

È possibile utilizzare un kit di estrattori specifici prodotti dalla casa implantare o quelli generici. Queste sono utili per svitare l’impianto e riuscire ad estrarlo in modo semplice.

Nei casi più difficili in cui si è perso supporto osseo, è necessario usare delle frese cave sottilissime. Utilizzate solo per ridurre la resistenza e provare a svitarlo di nuovo.

Una tecnica innovativa è invece l’utilizzo di manipoli sonici ed alla Piezosurgery. Queste frese eliminano l’osso vibrando e agiscono in modo selettivo a differenza delle frese cave che agiscono su tutta la circonferenza dell’impianto.

Rimuovere l’impianto dentale e sostituirlo

In alcuni casi può essere posizionato un nuovo impianto subito dopo la rimozione. Questo procedura va effettuata assieme ad un innesto osseo per supportarlo meglio. Questa sostituzione immediata ti farà risparmiare tempo ed eviterai un ulteriore operazione.

A volte non è possibile sostituire in modo rapido un impianto. Le rimozioni che creano un foro più grande della struttura dell’impianto, rendono difficile o impossibile la rimozione. Pertanto è necessario rimuoverlo con cura e preparare il paziente per un’eventuale innesto.

Salvare l’impianto con un innesto osseo

Esistono casi in cui all’impianto dentale è stata data una seconda possibilità attraverso l’innesto osseo, evitando di rimuovere il tutto. Questo serve per creare un’osteo-integrazione adeguata.

Le possibilità di riuscita sono molto basse e il rischio di infezione è sempre presente. È possibile anche che si presenti la perimplantite.

Studi però dimostrano che una buona pulizia dell’impianto potrebbe farlo durare più a lungo. Ma ogni caso è diverso e richiede tecniche personalizzate in modo che sia più efficace.

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