analgesia sedativa

L’analgesia sedativa, meglio conosciuta come sedazione cosciente, è una tecnica anestetica che in questi ultimi anni sta riscuotendo molta approvazione all’interno degli studi dentistici.

Analgesia sedativa

Si tratta di una metodologia particolarmente indicata per pazienti fobici, che soffrono di ansia, attacchi di panico, o per i bambini che per le prime volte ricevono cure odontoiatriche.

L’analgesia sedativa, inoltre, non comportando rischi di effetti collaterali o di reazioni avverse da parte dell’organismo, risulta molto valido anche per le persone allergiche ai comuni farmaci anestetici.

Quando ricorrere alla sedazione cosciente?

La sedazione cosciente o analgesia sedativa è valida per qualsiasi tipo di intervento odontoiatrico: otturazioni, igiene dentale, estrazioni, devitalizzazioni, impianti, chirurgia parodontale, endodonzia. Dopo aver fatto accomodare il paziente in poltrona, e prima di procedere alla cura stabilita, il medico dentista avvicina alla bocca e al naso del paziente una mascherina molto simile a quella dell’aerosol per delle inalazioni.

Da quest’ultima si sprigionerà una miscela (assolutamente innocua per la salute) di ossigeno e protossido di azoto che, agendo sui riflessi, porterà in pochi minuti al rilassamento senza indurre una sedazione totale bensì vigile. Il paziente, in pratica, è sveglio ma con le terminazioni nervose collegate all’impulso del dolore momentaneamente sedate.

Tempi di recupero dalla analgesia sedativa

Alla fine della seduta non si avvertiranno intorpidimenti né saranno necessarie ore per lo smaltimento delle sostanze sedative (come avviene per la normale anestesia, anche locale), ma il paziente potrà riprendere le sue consuete attività senza che l’organismo abbia assorbito nessun principio chimico. Anche la sedazione cosciente o analgesia sedativa presenta però delle controindicazioni per particolari tipi di persone: non è adatta, ad esempio, alle donne che si trovano nei primi tre mesi di una gravidanza, o a chi soffre di gravi patologie mentali o sta assumendo farmaci antidepressivi.

Altre tipologie di pazienti su cui non dovrebbe essere utilizzata questa tecnica analgesica sono quelle dei tossicodipendenti, e di chi presenta estese affezioni polmonari. In tutti i casi, comunque, l’odontoiatra saprà quale tecnica risulterà più adatta per ogni paziente.

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